Processo a me stesso
Non è l’orgoglio che ferisce il mio cuore,
ma la totale coscienza di colpevolezza…
Una voce martellante continua, petulante,
ad insistere sul verdetto:
“L’assoluta mancanza di misura nel donarsi
getta nei vicoli ciechi del perdere sé stessi,
dello snaturarsi.
E il susseguirsi di personaggi,
ad hoc costruiti,
per dimostrare sicurezza
e per inebriare il tuo interlocutore,
non tarderanno a smascherare
la pantomima di un pessimo e convinto attore,
convogliandoti fra gli uni,
i nessuno e i centomila che non sei.”
Così sconto la pena
di non aver amato me stesso…

