“Gintuzza” (Persone di poco valore )

•dicembre 18, 2010 • Lascia un commento

Virennumi lu fora s’alluciau e scuvatumi lu rintra a muta a muta si ni fuìu…
Passau li iorna a furriari, caminanti,
spiannu a tutti Ammuri senza mittirici lo cori,
comu fici iu…
Ma ntà li manu solu mazzu ri driculi s’arritruau,
siccu comu lu sa cori
ca fici tantu dannu e mai si ni pintìu…
E taliannusi ntò specchiu ci vinni lu schifìù
e paiannu a caru prezzu
sulu pisci fitenti si manciau…

Libera traduzione:
S’illuminò della mia esteriorità e fuggì come i ladri per paura del bello interiore…
Trascorse i giorni errante come gli zingari
elemosinando Amore senza mai investire con il cuore come feci io…
Ma si ritrovò tra le mani solo un mazzo di ortiche secche come il suo arido cuore…
che arrecò non pochi danni al prossimo senza ombra alcuna di pentimento.
Provò ribrezzo guardandosi allo specchio e pagò a caro prezzo scarti di putrido pesce.

La conta dei giorni

•maggio 25, 2010 • Lascia un commento

Conto i giorni andati perduti e

i pensieri d’amore finiti sprecati

per chiedere al cielo di esser salvati

quando il fuoco e le fiamme ci hanno ormai consumati.

Di polvere in polvere veniamo spazzati

in questo presente che ci ha superati.

E il tempo che canto non ci ha ritrovati

distratto e codardo ci ha lasciato isolati,

illudendoci, soltanto e mai avvicinati.

Mi incanto del Maggio di ricordi sfocati

quando ci siamo rincorsi e nemmeno sfiorati.

Un’ora e per sempre restammo abbracciati

il giorno che consci ci siamo lasciati.

Lacrime rotte e abbracciati spezzati:

questa è la summa dei giorni passati.

Salvador Dalì "La persistenza della memoria"

Promessa

•dicembre 3, 2009 • Lascia un commento

Anche se le rose appassiranno

e del nostro amore non resterà niente di più di un vago ricordo,

mi farò così leggero e volerò nei cieli tempestosi

dei cuori fatalmente dispersi…

E ti ritroverò con il sorriso di sempre

e una profonda ruga nell’anima.

Ti amerò ancora

e  scalderò  gli inverni che avrai trascorso

cercandomi….

Processo a me stesso

•dicembre 3, 2009 • Lascia un commento

Non è l’orgoglio che ferisce il  mio cuore,

ma la totale coscienza di colpevolezza…

Una voce martellante continua, petulante,

ad insistere sul verdetto:

“L’assoluta mancanza di  misura nel donarsi

getta nei vicoli ciechi del perdere sé stessi,

dello snaturarsi.

E il susseguirsi di personaggi,

ad hoc costruiti,

per dimostrare sicurezza

e per inebriare il tuo interlocutore,

non tarderanno a smascherare

la  pantomima di un pessimo e  convinto attore,

convogliandoti fra gli uni,

i nessuno e i centomila che non sei.”

Così  sconto la pena

di non aver amato me stesso…

Generazione 2000

•dicembre 3, 2009 • Lascia un commento

Indiscussi bugiardi mendicano

i resti del dilaniato consenso

strappato all’Essenza del pubblico padrone.

Privati d’ogni sana ragione,

restano impietriti allo scontro col vero.

Automi labili nel cuore e nell’anima..

Placano ogni giusta ambizione per non andare avanti..

Attaccati irrimediabilmente

ad un passato che non potrà più essere

azzerano il presente,

inficiando il futuro biecamente….

Ritorno alle origini (ispirato dalla Scuola Poetica Siciliana)

•maggio 8, 2009 • 1 commento

Jarofalu pumpusu fra tutti u megghiu e ciaurusu,

Tu mi rrapisti a menti, luannu pruvulazzu e

sbarri di ferru ncatinati.

M’ ha pprisintasti u munnu ppi com’era

rannumi la lena ca sulu li campiuna anu ppi natàri.

Nu daziu troppu caru a lu to servigiu Iu appa paiari.

E’ nun aviri a spranza ca annarrieri si putìa turnari:

A pena ri l’amanti ca si squartarìa

anima e dinari

e nun trova paci manco nto sunnari.

Sparisti ppi centanni ca iu ti stetti ad aspittàri

lassannumi sta petra o postu ri lu cori.

Traduzione Italiana

Garofano vigoroso da essere migliore fra tutti i profumi,

tu che mi hai aperto la mente sgomberandone la polvere e

spezzandone le catene delle inferriate.

Mi hai presentato il mondo senza barare anzi

spingendomi a vincere come un campione di nuoto nell agone.

Il dazio  che mi fu chiesto di pagare per questa forza resami è stato in oltre modo esoso.

Avere la certezza che indietro non si ritorna.

La pena dell’amante che si corrode l’anima e che dilapida il patrimonio

e per cui nemmeno il sonno è portatore di pace.

E ho aspettato per centanni invano  il tuo ritorno,

cinico come chi ha una pietra invece che il proprio cuore.

Joaquim Falcò Garofani

Lettera all’ “Amore che non si spiega”

•gennaio 30, 2009 • Lascia un commento

amore che non si spiega

Distanti, ma non distaccate si inseguono le nostre anime per non lasciare che i corpi si possano sfiorare e

compenetrare in esse. Il gioco del continuo rincorrersi per direzioni opposte e  poi toccarsi per  fuggire verso un

nuovo viaggio solitario che non prevede ascolto e comunicazione.

Solo l’anima che è spirito vaga errante  verso la tua per incontrarla, per sentire quel fuoco che non intacca la materia,

ma che il mio corpo ancora giovane non riesce ad accettare con la razionalità dei miei trentanni.

E non per un cieco materialismo volto al possesso, né per romantica lussuria… Solo per Amore

nella  totale condivisione di quel sogno che ormai non sai più vivere, mentre io gioco  a fare il bello senza

conoscenze o sapienza. Solo per farti sorridere, solo per vedere il tuo volto rilassato come mai succede, non per

futura gloria, solo per amore. E i saltuari scontri che ci riserviamo li trascorri a chiedermi perché tutto questo

ancora avvenga e quale sia il senso e, divagando con i discorsi triti e mille ville già sentiti dalle mie pazienti orecchie

non muovi un passo in avanti per il macigno di silenzi, odi privati e vendette pubbliche che grava sull’anima, di cui

lamenti la mole, crogiolandoti prontamente nell’autocommiserazione, propria di chi  ha fallito con la Vita.

Così a questo macigno  ti aggrappi per non farti scorgere le ferite ed eludi ogni possibilità di salvezza perché  questa esistenza

non ha alcuna disciplina nel dispensare dolore e solitudini.

Ascolto, pur non condividendo l’apparente motivazione che adduci a tale imparzialità di un destino fortemente

avverso. E non ti do’ udienza per formale cortesia, non per cristiano compatimento o per laica

commiserazione, ma per amore e solo per quell’amore che se non hai conosciuto mai , rimane così difficile da

definire o esplicare con parole che potrebbero impoverirlo o ingabbiarlo in un concetto di matematica logica.

Rimango ad ascoltare il tedioso copione di ” vorrei ma non posso”  e di  “sarà forse domani”  sulla cima alta della

montagna del mio amore infortunato che solo rosicchio , cadendo ogni volta  nella  insidiosa valle del tormento che

non  spiega l’Amore.

AD UNA AMICA…

•dicembre 21, 2008 • 1 commento
p10401921

Vorrei specchiarmi nei tuoi occhi per vedere l’Amore

che senza chiedermi nulla mi dai.

Vorrei essere fuoco per scaldare il freddo

che il tuo cuore ha sentito quando solo con la sua forza,

ha deciso di ricominciare…

Vorrei essere leggero come la neve per non invadere la tua sensibilità e

saldo come la roccia per non lasciarti cadere se l’empietà o

la non sincerità degli approfittatori vorranno intaccare le tue difese.

Vorrei esserci per sempre perché riscaldata dal mio fianco,

tu non possa sentire il gelo che l’anima avverte nell’ora dell’abbandono.

Restituirti il tesoro che qualcuno senza merito ha defraudato.

Ma per quanto bene ancora volessi dare, so che indietro non si ritorna e

ciò che è stato non si cancella.

Sarò semplicemente me stesso, un piccolo uomo imperfetto senza maschera alcuna

che chiede continue conferme, e che  poche volte riesce a contraccambiare.

Il garzone insicuro che spera di stare fra i padroni, sfoderando una affettata sensualità

che non solo non gli appartiene ma che poi lo spersonalizza nel mondo.

E per quanto incline all’errore e facile nelle cadute, fiero e sempre certo

che in te potrà sempre rifugiarsi e farsi proteggere.

E se imparerò a volare da solo,

spiegherò le mie grandi ali perché una parte di merito nel mio volo

a te non dovrà che tornare…

SE RINASCO

•dicembre 11, 2008 • Lascia un commento

p10401692

Ora vedo pagine bianche

e il gioco che passa a me.

Tutto è da dire,

niente ancora da raccontare,

nessun dubbio da decifrare,

un monito assoluto da ascoltare

per non spaventare:

meno teatrale nelle mie parole,

fiero del mio agire,

senza colpe da espiare

né lacrime da versare.

Così è tutto da rifare…

Se rinasco.

ERAVAMO

•novembre 14, 2008 • Lascia un commento

p10107041

Eravamo

e ormai non siamo.

Di noi rimane Silenzio,

Solitudine amara o beata,

Divieto all’ascolto,

Assenza insapore ed incolore,

un calcio sui denti e ritorno al mittente…

Ognuno nel buco nero della propria piccola vita.

Altro pubblico, altra scena, altri applausi

suonano nella sordità,

reciproca,

del vuoto incolmabile

che ci lasciamo.

Così più sordo del fisso pensiero

che ancor ti amo.

 
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