
Distanti, ma non distaccate si inseguono le nostre anime per non lasciare che i corpi si possano sfiorare e
compenetrare in esse. Il gioco del continuo rincorrersi per direzioni opposte e poi toccarsi per fuggire verso un
nuovo viaggio solitario che non prevede ascolto e comunicazione.
Solo l’anima che è spirito vaga errante verso la tua per incontrarla, per sentire quel fuoco che non intacca la materia,
ma che il mio corpo ancora giovane non riesce ad accettare con la razionalità dei miei trentanni.
E non per un cieco materialismo volto al possesso, né per romantica lussuria… Solo per Amore
nella totale condivisione di quel sogno che ormai non sai più vivere, mentre io gioco a fare il bello senza
conoscenze o sapienza. Solo per farti sorridere, solo per vedere il tuo volto rilassato come mai succede, non per
futura gloria, solo per amore. E i saltuari scontri che ci riserviamo li trascorri a chiedermi perché tutto questo
ancora avvenga e quale sia il senso e, divagando con i discorsi triti e mille ville già sentiti dalle mie pazienti orecchie
non muovi un passo in avanti per il macigno di silenzi, odi privati e vendette pubbliche che grava sull’anima, di cui
lamenti la mole, crogiolandoti prontamente nell’autocommiserazione, propria di chi ha fallito con la Vita.
Così a questo macigno ti aggrappi per non farti scorgere le ferite ed eludi ogni possibilità di salvezza perché questa esistenza
non ha alcuna disciplina nel dispensare dolore e solitudini.
Ascolto, pur non condividendo l’apparente motivazione che adduci a tale imparzialità di un destino fortemente
avverso. E non ti do’ udienza per formale cortesia, non per cristiano compatimento o per laica
commiserazione, ma per amore e solo per quell’amore che se non hai conosciuto mai , rimane così difficile da
definire o esplicare con parole che potrebbero impoverirlo o ingabbiarlo in un concetto di matematica logica.
Rimango ad ascoltare il tedioso copione di ” vorrei ma non posso” e di “sarà forse domani” sulla cima alta della
montagna del mio amore infortunato che solo rosicchio , cadendo ogni volta nella insidiosa valle del tormento che
non spiega l’Amore.
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